Ricordi 64ttrini

18/06/2011
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Il salvataggio dei libri operato dalla nostra Prometea Elena (vedi post: Libri salvati dal macero e Commodore 64) ha risvegliato nel sottoscritto sopiti ricordi della mia infanzia di bimbo-programmatore. Alcuni di quei testi effettivamente mi avrebbero fatto molto comodo al tempo, ma ahimè la mia paghetta era piuttosto indirizzata alle splendide cassette vendute in edicola. Splendidi esempi di anarchia piratesca che proponeva a tutti i 64ttrini del tempo compilation da 20, 30 e fin’anche 100 giochi. Giochi per cui le “major informatiche” del tempo incassavano dall’Italia ben pochi quattrini temo.

Pare, fonte wiki naturalmente, che proprio nel nostro Belpaese e proprio relativamente a quelle cassette da edicola si fuse la spiccata propensione “ad arrangiarsi” (direi quasi l’insita propensione ad infrangere la legge) e la carenza legislativa. Il trucco italico era semplicemente cambiare nome al gioco, cambiare alcune schermate interne (spesso relative al semplice nome o sigla visualizzato), togliere ogni manuale di istruzione originale e mettere il tutto in formato facilmente disponibile per gli utenti finali.

I sostenitori del giusto compenso per le opere d’intelletto potranno anche rabbrividire a riguardo di queste turpi pratiche, ma a tutti gli effetti al tempo era tutto più che legale e penso che abbia contribuito non poco in Italia alla diffusione del comodore64 ed ad una certa idea che “si paga l’hardware non il software” che avrebbe perseguitato (o benedetto a seconda dei punti di vista) molti dei futuri smanettoni informatici.

Tra l’altro pensandoci bene i supporti a nastro del tempo consentivano questo ed altro, senza passare dalle allora poco diffuse BBS (il modem era nei miei sogni di bimbo al pari del braccio meccanico un mero sogno tecnologico lontano dai limiti della mia paghetta), bastava un nastro vergine ed un registratore a due piastre per duplicare qualunque gioco. Fare una copia di sicurezza (o un regalino ad un compagno di scuola che aveva appena comprato il C64) era insomma alla portata dei più. Quanto poi ai pochi giochi “protetti” potevano essere sbloccati da qualche cartuccia creata ad arte. Cartucce che erano usate anche per attivare vari “trucchi” nei giochi stessi…

Ma il Comodore 64 non era solo una economica, quanto eticamente dubbia, console a cassette, ben prima di qualsiasi lezione di algebra mi dilettavo tra variabili e costanti baloccandomi, perchè tutto era alla fine un altro gioco, con piccoli programmi dove l’istruzione GOTO imperava. Questi piccoli gioielli infantili, che farebbero accapponare la pelle a qualsiasi programmatore minimamente legato alle formalità del campo, sono andati naturalmente perduti ma mi sarebbero valsi anni dopo un 29 (mio recordo :D ) all’esame di fondamenti di informatica…

E dato che mi si dice che è sempre bene far domande per non apparire un noioso aneddotista… e la vostra “prima volta” informatica? Quale è stato il vostro primo computer o primo approccio con la tecnologia “evoluta”?

 

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  • Gioacchino

    questo articolo mi ha riportato indietro nel tempo a quando giocavo con il C64 … si, mi pare di aver iniziato proprio andando a leggere i listati dei programmi di alcuni giochi che a volte andavano in crash e che poi mi divertivo a modificare! Poi sono passato al 486 e al TP per necessità scolastiche! ^^

  • Genxha

    Primo computer? Mio proprio mio un 286 (costosissimo), in precedenza avevo giocherellato con un Apple ][.

    Sul BASIC del C64… non sono sicuro ci fossero altre istruzioni di salto che non fossero GOTO..

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