Onsen

Continua il Viaggio nel Paese del Sol Levante

Le poche foto presenti in questo articolo non sono state scattate da me, ma semplicemente trovate su internet. Il motivo è semplice: sono finalmente stata, per la prima volta, in un Onsen, che potremmo definire la versione giapponese delle terme… Con la differenza che quella dell’onsen è un’esperienza che i giapponesi, potendo, ripeterebbero felicemente ogni giorno della loro vita. (E anche la differenza, non trascurabile, che gli onsen non puzzano di zolfo, né di nient’altro)

Una grossa parte, per quanto forse non molto visibile, della vita dei giapponesi gira intorno al loro amore per l’acqua, preferibilmente bollente: ieri vi ho raccontato della antica casa giapponese in cui sono stata ospite a cena e della vasca da bagno “ofuro”, che il padrone di casa ci ha mostrato con orgoglio.

Per chi non volesse rileggersi ora quell’articolo, spiegavo che i giapponesi, prima di immergersi nella vasca da bagno, si lavano con grande cura facendosi una doccia, in quanto il bagno serve per rilassarsi, non per pulirsi.

L’ofuro, in realtà, è solo una pallida imitazione di quella che è l’esperienza dell’onsen, profondamente radicata nella cultura giapponese. Con più di 3000 sorgenti termali in Giappone, la cultura del paese le ha completamente inglobate nel loro modo di vita.

La cosa più importante quando si va in un onsen è lavarsi molto bene prima di entrare nelle vasche, cosa che si può fare a delle docce che nel nostro caso erano proprio accanto alle vasche e d.

Negli onsen si entra completamente nudi.Solitamente ci sono zone dedicate agli uomini e zone dedicate alle donne, ma esistono a volte anche vasche miste. Ovviamente noi eravamo in una zona (non la chiamo vasca perché si tratta di un’ampia zona in cui si trovano molte vasche diverse) esclusivamente femminile.

Gli ambienti dell’onsen in cui sono andata (una delle stanze era nello stesso stile di questa fotografia) erano molto grandi, con diverse vasche in mezzo ad un ambiente che, pur essendo al chiuso, faceva del suo meglio per sembrare naturale.
Le vasche erano disposte in mezzo a degli alberi, come se si trattasse di una serie di polle d’acqua (caldissima) in una foresta.

Abbiamo fatto un po’ di giri, andando anche in altre stanze e trovando alcune splendide vasche con l’idromassaggio… Insomma, ci siamo sia divertite che rilassate. Nell’onsen c’erano signore di varie età, non solo anziane (anche se erano in molte). Sembravano un po’ stupite dalla presenza di così tante straniere, ma senza diffidenza, o senza darla a vedere.

In definitiva, è stata un’esperienza magnifica, spero di poterla ripetere domani (sono di turno in cucina, quindi dipende da quando finiamo il lavoro: se finiamo troppo tardi devo preparare la cena mentre gli altri vanno all’onsen).

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