LIS: Come ottenere più visibilità?

Questi sono solo alcuni miei pensieri personali, ma l’argomento è così importante che mi sento in dovere di pubblicarli per fare qualche proposta. Per favore, scrivete nei commenti tutto quello che pensate (anche e soprattutto se non siete d’accordo), che sicuro discutere seriamente della questione aiuta.

E’ da qualche giorno che su facebook rimbalza l’idea dello “sciopero dei sordi”: per una giornata, andiamo in giro e parliamo in LIS, o in italiano, rifiutandoci però di leggere le labbra, lamentandoci che chi ci è di fronte “parla male”. Divertente, ma non mi sembra possa aiutare molto la causa della LIS: cosa penserà la gente che vi vede? Che siete sordi segnanti e non sapete leggere le labbra. Un po’ come dare ragione a chi, alla Camera, non vuole riconoscere la LIS.

Se però l’idea di questo “sciopero della labiolettura” vi piace, c’è una soluzione semplice. Prima voglio farvi un esempio.
Immaginiamo che un piccolo gruppo di persone, senza dire nulla, vada in stazione e si metta sui binari dei treni. Cosa pensereste? Che sono stupidi o ubriachi. Se però queste persone hanno degli striscioni, distribuiscono volantini e cantano cori, lamentandosi di qualcosa, capite che è una protesta. Potete non essere d’accordo, ma capite perché lo fanno.

La soluzione, se proprio si vuole fare uno sciopero della labiolettura può essere questa: non lamentatevi che la persona davanti a voi parla male (magari è un poverino che sarebbe anche dalla vostra parte se sapesse cosa sta succedendo, non c’è bisogno di insultare). Preparate invece un volantino o un biglietto, stampatelo. Un esempio potrebbe essere questo volantino per spiegare lo “sciopero”.

Stampatene tante copie, e lasciatene sempre una a chi sembra stupito dal vostro comportamento.
Se non fate lo “sciopero della labiolettura”, cancellate semplicemente la seconda riga del titolo (“Sono in sciopero, oggi non leggo le labbra. Per favore, scrivi!”) e avete comunque già un volantino da distribuire per qualsiasi occasione… Potete direttamente scaricare e usare questo altro volantino, o crearne uno voi.

Detto questo, volevo fare io qualche proposta per aumentare la visibilità della LIS:

Vediamoci in piazza
Questa è facile da organizzare in quasi qualunque città. Basta scegliere un giorno, meglio se tutte le settimane, in cui si va a chiacchierare in 5-10 persone nella piazza principale della vostra città (o un parco molto frequentato)… Potete scegliere di farlo solo se c’è bel tempo, tanto se c’è brutto tempo la gente in giro è poca e serve meno.
Se vi trovate particolarmente bene e avete un pomeriggio della settimana in cui molti possono, può diventare un evento fisso, ad esempio potrebbe diventare una abitudine farlo tutti i mercoledì in cui c’è bel tempo.
State lì con i vostri amici chiacchierando in LIS. Potete stampare un po’ di volantini e darli a chi vi fissa incuriosito.

Lezione in piazza
Qui ci vuole un po’ più di preparazione: un corso di LIS può tenere una o più lezioni (se il tempo è bello) in un luogo molto frequentato della vostra città (una piazza o un parco). Per “lezioni” si possono intendere due cose:

  1. Organizzare una lezione di LIS, per gente che studia già la LIS. Vanno bene normali lezioni del corso, pensate per gli allievi dello stesso. Non preoccupatevi se chi passa non capisce (ma fate in modo che ci sia almeno una persona a distribuire volantini che spieghino cosa state facendo) e fate una lezione per i veri allievi di un vero corso di LIS.
  2. Organizzare una lezione aperta al pubblico sulle basi della LIS. Potrebbe essere una lezione breve, che insegni le basi della grammatica (per fare vedere che la LIS ha una grammatica diversa dall’italiano), un paio di formule di cortesia (“Grazie”, “Scusa”) e una o due frasi che rendano molto chiara la differenza con l’italiano (“Io abito a “, se ci sono dei bambini: “Quanti anni hai?” e così via). Se è abbastanza breve può essere ripetuta un paio di volte in un pomeriggio.
  3. Organizzare una lezione “con argomento diverso dalla LIS”, con un interprete che la traduca in LIS o in italiano. Lo scopo è mostrare a tutti gli udenti di passaggio che si può parlare di argomenti astratti e complicati in LIS. Può essere sulla storia della città, sulla storia dei sordi, sulle innovazioni della scienza… Fate voi, decidete a seconda di chi potete trovare per tenere la lezione.

 

C’è un’altra cosa che penso andrebbe fatta, in tutte queste occasioni, ma che mi vergogno un po’ a proporre.

Bisognerebbe avere alcune persone, sorde, disposte a parlare italiano se serve. Immagino che alla maggior parte di queste cose prenderanno parte anche degli udenti segnanti, ma se uno dei problemi è chiarire che “il gesto non uccide la parola”, mi spiace, ma va dimostrato. Non parlo di lunghi discorsi. Basta una frase o due, anche solo dire “Certo che so parlare”, per poi passare nuovamente a segnare (facendosi tradurre da un’interprete, se c’è, spiegando perché si vuole comunque poter usare la LIS).

Ricordo una intervista a Marlee Matlin, la famosa attrice sorda che ha vinto l’Oscar per la sua parte in “Figli di un Dio Minore”. Ovviamente c’era un interprete e l’intervistatrice le chiede: “Spiegami una cosa, se io e te volessimo uscire una sera a cena…” e Marlee Matlin, l’ha interrotta, parlando inglese, dicendo chiaramente “Non abbiamo bisogno di lui”, indicando l’interprete. E poi ha continuato, in lingua dei segni: “Posso leggere le tue labbra, anche con quel tuo accento del…” e dice di dove ha l’accento la presentatrice, ora non me lo ricordo. Con sole quattro parole (“We don’t need him”) ha chiarito che l’interprete è un sostegno prezioso, ma che lei è una persona indipendente, che non ha bisogno di qualcuno che la segua quando va a fare la spesa per tradurla quando vuole dire “voglio un chilo di arance”.

In maniera simile, bisogna fare in modo che gli udenti abbiano chiaro il seguente concetto: “La LIS permette ai sordi di esprimersi facilmente e pienamente, ma non li ghettizza, non impedisce la loro integrazione: perché i sordi possono essere bilingui. Essere costretti ad usare solo la lingua parlata rende più difficile l’integrazione, perché rende difficile la trasmissione della cultura e apre la strada a tantissimi malintesi, ma nella vita di tutti i giorni i sordi bilingui possono cavarsela perfettamente usando la lingua più adatta ad ogni situazione”

Questo è qualcosa che aiuta moltissimo la nostra causa. E posso capire che non tutti abbiano voglia di mettersi in mostra per dimostrare a qualche curioso di poter parlare (segnanti o oralisti, c’è qualcuno che non sia mai stato preso in giro, magari da bambino, per come parlava? E’ normale essere stufi di dover sempre dimostrare qualcosa)… Per questo basta che ci siano alcune persone che lo facciano, persone che si sentano a loro agio a scambiare qualche frase con uno sconosciuto, giusto per chiarire che i sordi segnanti sono sordi, non sordomuti.

Share/Bookmark