For the Win, di Cory Doctorow – Parte 1, Scena 8

Continua da For the Win, scena 7

Questa scena è dedicata a Borders, il gigante della vendita di libri in tutto il globo che puoi trovare in città in tutto il mondo — non dimenticherò mai quando sono entrato in un gigantesco Borders in Orchard Road a Singapore e ho trovato uno scaffale pieno dei miei libri! Per molti anni, il Borders di Oxford Street a Londra ha ospitato le serate dedicate alla fantascienza di Pat Cadigan, dove autori locali ed in visita leggevano i loro lavori, parlavano di fantascienza e incontravano i loro fan. Quando sono in una qualche strana città (cosa che capita spesso) e ho bisogno di un buon libro per il mio successivo viaggio in aereo, sembra sempre esserci un Borders, pieno di ottime scelte — sono di parte quando si parla del Borders a Union Square a San Francisco.

Borders worldwide

Se vuoi diventare ricco senza costruire niente o fare niente che serva o sia desiderato da qualcuno, devi essere veloce.

Il termine tecnico per questo è arbitraggio (arbitrage). Immagina di vivere in un appartamento e sta nevicando così forte che nessuno vuole uscire per andare al minimarket. La vicina che vive nell’appartamento alla tua sinistra, la signora Hungry, vuole una banana e sarebbe pronta a pagare 0.50$ per averla. Il tuo vicino sulla destra, il signor Full, ha una dispensa piena di banane, ma sta facendo fatica a pagare la bolletta del telefono questo mese, così venderà tutte le banane che ti vuoi comprare per 0.30$.

Potresti pensare che ciò che un buon vicino farebbe sarebbe chiamare la signora Hungry e dirle del signor Full, lasciando che loro si accordino sull’affare. Se hai pensato questo, dimenticati di poter diventare ricco senza fare qualcosa di utile.

Se sei un arbitraggista (arbitrageur), allora pensi alla deplorevole ignoranza dei tuoi vicini come ad una opportunità. Compri tutte le banane del signor Full, poi ti affretti verso la casa della signora Hungry con le tue mani tese. Per ogni banana che compra, tu guadagni 0.20$. Questo è chiamato arbitraggio.

L’arbitraggio è un modo di guadagnarsi da vivere ad alto rischio. Cosa succede se la signora Hungry cambia idea? Rimani con le banane, ecco cosa.

O cosa succede se un altro arbitraggista arriva prima di te alla casa della signora Hungry, riempie il suo appartamento di più banane di quante ne possa mai desiderare? Un’altra volta, sei rimasto bloccato con un sacco di banane e nessun posto in cui metterle (anche se una piccola quantità di orifizi vengono in mente da soli).

Nel mondo reale, gli arbitraggisti non vanno in giro trasportando banane. Comprano e vendono usando computer collegati fra loro, guardando tutti gli ordini insoluti (“offerte”) e le domande e, quando trovano qualcuno disposto a pagare di più per qualcosa di quanto qualcun altro sta chiedendo per quella stessa cosa, arraffano ciò che viene offerto sottoprezzo, rincarano il prezzo e infine lo vendono.

E tutto questo accade molto, molto velocemente. Se devi battere gli altri arbitraggisti con le tue merci, essere in grado di arrivare al compratore prima che questo cambi idea, devi andare più veloce del pensiero. Letteralmente. Nell’arbitraggio non si tratta di un essere umano che sorveglia degli schermi per cercare differenze di prezzo.

No, l’arbitraggio è tutto fatto da sistemi automatici. Questi piccoli automi del commercio vagano per i mercati uniti dai vari network, cercando opportunità per l’arbitrage, comprando qualcosa e vendendolo in meno di un microsecondo. Un buon sito di arbitraggio realizza un miliardo di transizioni al giorno, o più, spremendo qualche centesimo da ciascuna di esse. Un miliardo di volte pochi centesimi è un sacco di soldi. Se hai un veloce cluster di computer, un buon ingegnere del software, e una brillante connessione alla rete, puoi tirare fuori dieci o dodici milioni di dollari al giorno.

Non male, considerando che tutto quello che hai fatto è stato sfruttare il fatto che c’era una persona in un posto che voleva comprare qualcosa e una persona in un altro che voleva venderla. Non male, considerando che se te e gli altri arbitraggisti come te scompariste domani, l’economia e il mondo non se ne accorgerebbero neanche. Nessuno vuole o desidera il vostro “servizio”, ma è comunque un bel modo per diventare ricchi.

La cosa migliore dell’arbitraggio è che non hai bisogno di sapere niente di ciò che stai comprando o vendendo per diventare ricco. Che si tratti di banane o di una spada vorpal, tutto ciò che ti serve sapere di ciò che stai comprando è che qualcuno qui vuole comprarle per più di quanto sia il prezzo a cui qualcuno le vende . Buona cosa, davvero — se devi chiudere l’accordo in meno di un microsecondo, non c’è tempo per sedersi e cercare su google qualche informazione di dubbia provenienza sulla merce.

E la merce è piuttosto stramba. Parti dal fatto che un sacco di cose non esistono nemmeno — spade vorpal, martelli di grabthar, il gold di un migliaio di mondi immaginari.

Ora considera il fatto che la gente commercia ben più che il gold: gli Dei del gioco vendono ogni genere di buffa valuta. Che ne pensi di questo:

Offerti: obbligazioni di Svartalfaheim Warriors, del valore di 100.000 gold, che ti potranno essere pagati a partire da sei mesi da oggi. Questo non è neanche vero denaro finto — è la promessa di vero denaro finto in qualche momento del futuro. Tienilo nel mercato per un paio di mesi, ragazzo, e guarda come va. Ci sarà un commerciante che ti pagherà il 5% in più di quanto valeva ieri — sta scommettendo che il gioco diventerà più popolare in qualche momento fra oggi e sei mesi da oggi, così il valore dei beni in gioco salirà a sua volta.

O forse sta scommettendo sul fatto che gli Dei del gioco si limiteranno ad alzare il prezzo di ogni cosa e renderanno più difficile abbattere mostri per prenderne l’oro, facendo fuggire tutti tranne i giocatori hard-core, che pagherebbero qualsiasi cosa per mettere le proprie mani su quei beni.

Oppure è un’idiota.

O forse pensa che tu sei l’idiota e che gli ricomprerai tutto per il 10% in più domani, supponendo che lui sappia qualcosa che tu non sai.

E se pensi che questo sia strano, eccone qui una ancora migliore:

La Coca-Cola ti vende un’obbligazione a sei mesi di 100.000 gold di Svartalfaheim Warriors, ma sei preoccupato della possibilità che diminuisca di valore fra oggi e il D-Day, il giorno in cui l’obbligazione maturerà. Così cerchi un altro operatore e gli chiedi un qualche tipo di assicurazione: gli offri 1,50$ per assicurare la tua obbligazione. Se il valore dell’obbligazione sale, lui si tiene il dollaro e mezzo, e tu ti tieni i profitti dell’obbligazione. Se il valore dell’obbligazione scende, lui ti paga la differenza. Se questa è più di un dollaro e mezzo, lui ci perde.

Questa in pratica è una polizza di assicurazione. Se vai da una compagnia di assicurazione e chiedi una assicurazione sulla vita, loro faranno una scommessa su quanto è probabile che tu stia per schiattare, e ti faranno pagare abbastanza perché, in media, ne facciano un profitto (a patto che abbiano calcolato in maniera accurata la tua probabilità di morte). Per cui se l’operatore a cui stai chiedendo un’assicurazione sul gold di Svartalfaheim Warriors pensa che questo gioco stia per crollare, potrebbe farti pagare 10$, o 100$.

Fin qui tutto bene, giusto?

Ora è qui dove le cose diventano ancora più assurde. Segui il discorso.

Immagina che ci sia una terza parte in questa transazione, qualcuno non direttamente coinvolto, con una pentola piena d’oro, che stia cercando di capire cosa farsene. Ti vede comprare un’assicurazione per 1,50$ — se Svartalfaheim Warriors ha successo, perdi i tuoi 1,50$, se va peggio, ti verrà pagata la differenza.

Dopo che hai concluso l’accordo, questa terza parte, essendo una qualche sorta di ghoul, va da chi ti ha assicurato e gli dice: “Ehi, che ne pensi di questo: voglio fare la stessa scommessa che hai appena accettato da quel tipo. Ti darò 1,50$ e se l’obbligazione sale tu te li tieni, se perde valore me li restituisci e mi paghi la differenza. In sostanza, questa persona scommette che la tua obbligazione è spazzatura e che forse lui può trovare un compratore.

Ora ha piazzato questa scommessa, che non vale niente se la tua obbligazione sale, e che ha un qualche valore sconosciuto se invece l’obbligazione scende. E sai cosa fa di questa scommessa?

La vende.

La impacchetta e trova qualche babbeo che vuole comprare questa scommessa da 1,50$ per più degli 1,50$ che perderebbe se l’obbligazione salisse. E il babbeo la compra e poi lui la rivende, sempre ad un prezzo maggiore. E prima che tu lo sappia, l’obbligazione per 100.000 gold di Svartalfaheim Warriors che tu hai comprato per 15$ ha accumulato scommesse per 1.000$.

E questo è il genere di cosa che un arbitraggista compra e vende. Non porta banane dal signor Full alla signora Hungry — compra e vende scommesse su polizze assicurative su promesse di oro immaginario.

E questa è ciò che lui considera essere un onesta giornata di lavoro.

Bel lavoro se puoi trovarlo.

La scena successiva è già stata tradotta:
leggi la scena 9 di For the Win

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