For the Win, di Cory Doctorow – Parte 1, Scena 4

Continua da For the Win, scena 3

Questa scena è dedicata a Barnes and Noble, una catena di librerie nazionale degli Stati Uniti. Mentre le piccole librerie su scala familiare in America stavano svanendo, Barnes and Nobles iniziò a costruire questi giganteschi templi dedicati alla lettura in tutto il paese. Tenendo in stock decine di migliaia di titoli (le librerie dei mercati e le rastrelliere delle drogherie avevano solamente una minuscola frazione di queste quantità) e facendo orari convenienti alle famiglie, ai lavoratori e ad altri potenziali lettori, i negozi della B&N permisero la carriera di molti scrittori, tenendo in magazzino titoli che librerie più piccole non avrebbero potuto permettersi di avere sui loro limitati scaffali. B&N ha sempre avuto grossi programmi per raggiungere la comunità e ho partecipato ad alcune delle sessioni di autografi meglio organizzate e con maggior pubblico proprio nelle librerie di B&N, inclusi alcuni fantastici eventi al (purtroppo non più esistente) B&N in Union Square, New York, dove ebbe luogo la mega-sessione di autografi dopo i Nebula Awards e al B&N di Chicago che ospitò l’evento dopo i Nebula di pochi anni dopo. La cosa migliore è che i compratori “geek” di B&N capiscono veramente la fantascienza, i fumetti, i manga, i videogiochi e simili. Sono appassionati e colti in questo campo e questo si vede dall’eccezionale selezione in mostra nei negozi.

Barnes and Noble, nationwide

Oro. Tutto è legato all’oro.

Ma non l’oro normale, il genere di cosa che tiri fuori dal terreno. Quella roba era per il secolo scorso. Per prima cosa, non ce n’è abbastanza: tutto l’oro mai estratto nella storia del mondo ammonterebbe soltanto ad un cubo con lati lunghi quanto quelli di un campo da tennis. E, cosa curiosa, ce n’è anche troppo: tutti i certificati di proprietà di oro creati al mondo, sommati, darebbero diritto ad un cubo di dimensione doppia. Alcuni di questi certificati, insomma, non dovrebbero darti diritto a niente — e nessuno sa quali. Nessuno ha controllato in maniera indipendente Fort Knox fin dal 1956. Per quanto ne sappiamo potrebbe essere vuoto, tutto l’oro essere stato rubato e venduto, messo in un’altra cassaforte, venduto come altri certificati, e poi rubato e venduto nuovamente, messo in un’altra cassaforte ancora e usato come base per emettere altri certificati.

No, non oro normale.

Oro virtuale.

Chiamalo come vuoi: in un gioco si chiama “Crediti”, in un altro “Volcano Bucks”. Ci sono i groati, i Dollari Disney, i cowrie, moolah, e l’Oro degli Stupidi e un milione di altri generi di oro là fuori. A differenza dell’oro vero, non ci sono riserve in casseforti a sorreggere i certificati. A differenza del denaro vero, non c’è nessun governo che li emetta.

L’oro virtuale è emesso dalle aziende. Aziende di videogiochi. Aziende che dichiarano “Questa certa quantità di gold[2] permette di comprare questa armatura” o “Questa quantità di crediti permette di comprare questa astronave” o “Questa quantità di Jool permette di comprare questo zeppelin”. E dato che loro lo hanno detto, questo è vero. I paesi e le loro banche devono fare varie macchinazioni per sbrigare il fastidioso compito di convincere i cittadini a credere ciò che gli viene detto: dicono: “Questo acconto di sicurezza sociale ti darà tutto ciò di cui necessiti per un mese”, ma questo non vuol dire che i negozianti che vendono il necessario per campare un mese siano d’accordo.

Le aziende non hanno questo problema. Quando la Coca Cola dice che 76 groati ti permettono di comprare una ascia nanica in Svartalfaheim Warriors, ecco: il prezzo di un’ascia nanica è di 76 groati. Non ti sta bene? Vai a giocare da qualche altra parte.

Il denaro virtuale, non è sostenuto dall’oro o dai governi: è sostenuto dal divertimento. Fintanto che un gioco è divertente, da qualche parte ci saranno dei giocatori che vorranno comprare la valuta di quel gioco, perché per quanto il gioco sia divertente, è comunque più divertente essere benestanti, con tutte le meravigliose armature e le armi micidiali, piuttosto che essere un qualche niubbo squattrinato con un pugnale, cercando faticosamente di ottenere la tua prima spada.

Ma dove c’è l’opportunità di spendere del denaro, c’è l’opportunità di fare del denaro. Per alcuni giocatori, il più divertente gioco di tutti è quello di tagliare per se una fetta della torta. Non tutta l’azione appartiene alle grandi aziende nei loro alti uffici e con i loro giochi. Un sacco di noi possono fare qualcosa ai piani bassi, dove stanno le sudicie persone da poco.

Ovviamente, questo manda in bestia le aziende. Loro sono il paternalistico sovrano, loro sanno cos’è meglio per i loro mondi. Loro hanno il controllo. Loro creano i livelli di gioco e la difficoltà in maniera che tutto sia perfettamente bilanciato. Loro creano gli indovinelli. Loro decidono che gli elfi chiari non possono parlare con gli elfi scuri, che i giocatori sui server russi non possono trasferirsi sui server cinesi, che ci devono volere in media 32 ore a un giocatore per ottenere la guida von Klausewitz e 48 ore per entrare nell’Ordine del Pinguino in Armatura. Se non ti piace, si suppone che tu te ne vada: non che tu ti faccia strada pagando. O, se lo fai, dovresti avere la decenza di comprare ciò che devi da loro.

Ed ecco qualcosa che loro non ti diranno, questi Dei del Virtuale: loro non possono mantenere il controllo su tutto questo. Ragazzini, truffatori e tipi strambi in tutto il mondo hanno riempito i loro piccoli e sicuri mondi “in terrario” con tunnel che portano ai grandi spazi esterni. Ci sono molteplici scambi fra mondi concorrenziali: vuoi scambiare le tue ricchezze su Zombie Mecha per una astronave completamente accessoriata e una ciurma di pirati dello spazio? Dieci bande diverse sono pronte a fare affari con te — ti daranno subito l’astronave di qualcun altro e prenderanno il tuo mecha, armi e munizioni, nel loro inventario, pronto per la prossima persona che vorrà immigrare su Zombie Mecha da qualche altro magico mondo.

E gli Dei non sono in grado di impedirlo. Per ogni barriera che costruiscono, ci sono centinaia di giocatori furbi e motivati che troveranno il modo di buttarla giù.

Pensi che dovrebbe essere impossibile, vero? Dopo tutto, questi non sono meri giochi di guardie e ladri, giocati in città reali, piene di gente reale. Loro non hanno bisogno di affiggere identikit per trovare un fuggitivo: ogni persona nel mondo è nel loro database, e loro possiedono il database. Non hanno bisogno di un mandato di perquisizione per trovare le merci di contrabbando nascoste sotto le assi del tuo pavimento: le assi, i beni di contrabbando, la casa e te siete tutti nel database — e loro hanno il database.

Dovrebbe essere impossibile, ma non lo è, ed ecco il perché: i più grossi venditori di gold e tesori, di livelli ed esperienza nei mondi sono le stesse aziende dei videogiochi. Oh, loro non lo chiamano power-levelling o gold-farming — impacchettano il tutto con nomi più carini e appetibili, come “pacco bonus di progresso accelerato” e “All Together Now (TM)” e un sacco di altri nomi ridicoli che ormai non ingannano più nessuno.

Ma gli Dei non si accontentano di limitarsi a guadagnare qualche soldo dai giocatori troppo pigri per ottenere tramite il gioco ciò che vogliono. Sono invece in un gioco molto, molto più ampio. Loro vendono gold anche alla gente che non gioca nemmeno. Esatto: se sei un grosso pezzo della finanza in cerca di un qualche posto in cui investire un milione di bigliettoni per avere un buon profitto, puoi comprare un milione di dollari di oro virtuale, aspettare che il gioco cresca e diventi man mano più divertente, mentre il valore del gold sale e sale ancora, e poi puoi rivendere tutto per denaro vero attraverso le banche in gioco ufficiali, tirando fuori un bel gruzzoletto per il tuo impegno.

Quindi mentre stai pilotando il tuo mecha, menando fendenti con la tua ascia o comandando la tua flotta spaziale, c’è un gruppo di adulti inquietanti con indosso abiti costosi in dei bei uffici che ti guardano giocare, cercando di capire se il valore dell’oro di gioco è destinato a scendere o a salire. Quando un gioco inizia a fare schifo, tutti corrono a vendere le loro azioni, liberandosi del gold il più in fretta possibile prima che il suo valore coli a picco a causa di giocatori annoiati che passano alla concorrenza. E quando il gioco diventa più divertente, beh, c’è una frenesia ancora più grande, mentre i prezzi salgono alle stelle dato che ogni banchiere nel mondo sta cercando di comprare lo stesso gold per lo stesso mondo di gioco.

C’è da meravigliarsi se otto delle venti più grandi economie nel mondo sono in paesi virtuali? E c’è da meravigliarsi se il giocare è diventato un affare così serio?


[2] Traduco la parola “gold” alternativamente “oro” e “gold” con il seguente criterio: Quando ci si riferisce all’oro reale(esempio: “tutto l’oro mai tirato fuori dal terreno”), o si specifica che si tratta di “oro virtuale”, scrivo “oro”, quando ci si riferisce ad una generica valuta di gioco scrivo “gold” secondo l’uso comune.

La scena successiva è già stata tradotta:
leggi la scena 5 di For the Win

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  • Gioacchino

    Segnalazione:

    [2] — >[1] nelle note a fondo pagina
    Questa quantità di crediti permettono
    hanno hanno

    • http://www.newfractals.net/ Elena

      Grazie ^_^
      Corretto tutto 🙂
      Sei fantastico!

      • Gioacchino

        a te complimenti per questo lavorone di traduzione, mi ha proprio preso questa lettura e poi andrò a trovare gli altri libri di Cory Doctorow!