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Conclusa la traduzione della Parte I di For the Win

04/07/2011
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Pochi di voi lo sanno, ma la scena di For the Win tradotta ieri era l’ultima della prima parte del romanzo (di tre parti che ci sono) e segna anche il fatto che ho ormai tradotto il 25% di For the Win.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire essenzialmente che adesso farò una seria revisione di quanto fatto fino ad ora, ed entro due o tre settimane pubblicherò il tutto in diversi formati, per fare renderne più semplice la lettura a chi avesse qualche genere di e-book reader, o anche a chi semplicemente non vuole doversi collegare ad un sito per leggere. Formati per chi vuole leggere mentre è offline, o anche per poter stampare il tutto.

Questo non dovrebbe rallentare il ritmo a cui tradurrò le nuove scene… O meglio, non invalida la promessa fatta di tradurne almeno una a settimana. Probabilmente però non ne tradurrò più di così.

A questa revisione parteciperanno anche altre persone, per lo più amici e parenti che ho potuto ricattare moralmente, ma sarei estremamente grata a chiunque volesse inviarmi le sue segnalazioni. Non si deve trattare per forza di un refuso, mi piacerebbe anche se segnalaste le “frasi infelici” che si trovano qua e là nella mia traduzione… Non è necessario che proponiate una correzione (anche se è certamente gradito), basta che mi indichiate periodi che trovate troppo lunghi, difficili, ineleganti.

Insomma, per riassumere: se c’è qualcosa che non vi torna nelle scene che ho tradotto fino ad ora, è il momento migliore per farsi avanti… Prima che inizino a girare per la rete file di cui non avrò nessun controllo.

Non garantisco che apporterò ogni modifica che mi segnalate seguendo alla lettera i vostri suggerimenti, ma vi prometto che ragionerò seriamente su tutto quello che mi direte.
Valuto molto la vostra opinione.

Potete scrivermi nei commenti di questo messaggio, tramite la pagina dei contatti oppure all’indirizzo e-mail elena[punto]itz[chiocciola]gmail[punto]it, con ovvio significato delle parentesi quadre (necessarie per ricevere meno spam dai crawler automatici, scusate)

Pagare per qualcosa che si potrebbe avere gratis

04/06/2011
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The Cake is a Lie!Domani è il mio compleanno ed ho già ricevuto un meraviglioso regalo: l’intera discografia di Jonathan Coulton (di cui ho tradotto su questo sito due canzoni, “Future Soon” e “Want you Gone“). Cosa c’è di strano in tutto questo?
Il semplice fatto che ciò che è stato comprato non è una raccolta di 9 CD (questo il numero), ma la versione digitale di tali CD, che si può scaricare piuttosto facilmente e, soprattutto, legalmente. Tutte le canzoni di Jonathan Coulton, infatti (tranne due scritte appositamente per due videogiochi, Portal e Portal 2), sono distribuite sotto licenza CC-BY-NC… Che, tradotto, vuol dire che chiunque è libero di scaricarle, diffonderle, masterizzarle, usarle in qualsiasi progetto a patto che nessuna di queste cose venga fatte con scopi commerciali.
Insomma, fin tanto che non usi il suo lavoro per guadagnare qualcosa puoi farne quello che vuoi.
E’ facile sostenere questo modello di business mentre si scarica e scarica senza pagare niente, ma perché ci sia gente che continui a fare scelte coraggiose come Jonathan Coulton (ancor più di Cory Doctorow e altri scrittori: molta gente desidera avere un libro cartaceo fra le mani, mentre i lettori mp3 hanno reso i CD più o meno inutili), bisogna che qualcuno la musica la compri ancora.
La notizia buona è che si spende molto meno a comprare l’intera discografia di Jonathan Coulton che a comprare un paio di CD veri: 50$ (sembra incredibile, ma sono soltanto 35€ (circa) con il cambio di oggi). E’ più ecologico e i soldi vanno tutti a chi se li merita.
So volete anche voi fare qualcosa per dimostrare che vendere musica e allo stesso tempo regalarla, questo è il sito di Jonathan Coulton. Se non conoscete ancora molto questo autore, vi consiglio di andare alla pagina delle Listening Suggestions e poi alla pagina dei download, dove potete ascoltare tranquillamente la sua musica senza spendere un centesimo, finché non vi convincete a comprare qualcosa.

Content, di Cory Doctorow – Selezione di saggi sulla tecnologia, la creatività, il copyright

03/06/2011
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Content, di Cory DoctorowScrivo per segnalarvi, se non la conoscete già, la possibilità di scaricare gratuitamente dal sito della casa editrice Apogeo la raccolta di saggi di Cory Doctorow “Content”, tradotta in italiano.

Questo testo interessante e divertente è disponibile in formato .mobi e .ePub e contiene non solo saggi, ma trascrizioni di discorsi fatti da Cory Doctorow (e da lui selezionati in una sorta di manifesto del suo pensiero), come il discorso fatto al gruppo di ricerca Microsoft sui DRM, del 2004, con cui apre il libro.

Da segnalare è anche “Perché Hollywood gira un sequel delle guerre di Napster?” dove vengono fra l’altro analizzate le conseguenze della chiusura di Napster e cosa sia successo in seguito alla diffusione on-line di musica. Si passa poi alle simili cause legali intentate contro YouTube.
L’articolo è del 2007, e già si legge:

L’unica ragione per cui esistono barriere alla diffusione di BitTorrent e mythtv è che per nessuno valeva la pena investire in questi progetti al fine di abbatterle. Ma una volta uccisi i concorrenti di questi servizi, state attenti.

Che, considerando ora l’effettiva diffusione di BitTorrent, sembra una frase piuttosto profetica.

Una cosa che ovviamente manca nell’analisi di questo fenomeno è legata all’arrivo delle serie tv in paesi non anglofoni (sì, lo so che non ha niente a che vedere con la musica, ma ha invece molto a che vedere con la diffusione di BitTorrent). Sempre più gente vuole vedere le serie televisive in contemporanea con la loro uscita americana, tanto che in Italia la produzione di sottotitoli per tali serie è quasi immediata.
Un’ottima mossa per “prevenire” questo fenomeno si è vista durante la messa in onda dell’ultima stagione di Lost in Italia, quando l’episodio non doppiato veniva trasmesso a sole poche ore di distanza dalla messa in onda americana, sulla stessa rete che trasmetteva la serie in italiano.

Hai letto “Content” o hai intenzione di leggerlo?
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Licenze Creative Commons su YouTube?

02/06/2011
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Arriva la possibilità di utilizzare licenze Creative Commons anche su YouTube, in una maniera ampiamente supportata dal sito (se avete un account e qualche video, andate a farci un giro… E magari scegliete di cambiare le licenza in CC-BY).

Creative Commons

In realtà però vi ho mentito: “Arriva la possibilità di utilizzare licenze Creative Commons anche su YouTube“. E’ una frase quasi corretta, ma non avrei dovuto parlare al plurale.
YouTube ha infatti davvero deciso di fare una piccola concessione a chi vuole pubblicare le proprie opere con licenza Creative Commons, ma, con la scusa che le opzioni offerte da queste licenze sono troppe (e creerebbero quindi confusione negli utenti), hanno optato per offrire una sola licenza Creative Commons:

Creative Commons su YouTube

Dalla pagina "Carica Video" di YouTube

L’unica licenza disponibile è quindi la CC-BY, ovvero (in questo contesto “Tu” è la generica persona che voglia fare qualcosa dell’opera sotto copyright, non l’autore):

Tu sei libero:

  • di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera
  • di modificare quest’opera
  • di usare quest’opera per fini commerciali

Alle seguenti condizioni:

  • Attribuzione — Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera.

Per quanto quello che sta succedendo sia un innegabile passo avanti (anche solo per il fatto di far leggere il termine “Creative Commons” a più persone),  ci sono ancora diverse cose da fare, come introdurre le altre opzioni delle licenze.
Per altro, basterebbe aggiungere questa “complicazione” in una finestra separata di “advanced settings”, per non confondere troppo gli utenti che non hanno mai sentito parlare di Creative Commons… Beh, vedremo come andrà.

Nel frattempo, colossi come C-SPAN, PublicResources.org, Voice of America, Al Jazeera hanno contribuito a creare un database di oltre 10.000 video con licenza Creative Commons già disponibili su YouTube.

Edit: Tolte le ultime riflessioni in attesa di poter dire qualcosa di certo

Cosa è Creative Commons

29/04/2011
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Creative Commons è un’organizzazione non-profit il cui scopo è promuovere una concezione di copyright basata sul concetto di “alcuni diritti riservati”, anziché “tutti i diritti riservati”. L’organizzazione ha rilasciato diverse licenze, chiamate . Tali licenze permettono all’autore di un’opera di comunicare quali diritti vogliono riservarsi e quali vogliono rinunciare a beneficio del pubblico, o di altri autori.

Riportando quanto detto nel sito italiano di Creative Commons:

Il detentore dei diritti puo’ non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell’opera (opzione Non commerciale, acronimo inglese: NC) o la creazione di opere derivate (Non opere derivate, acronimo: ND); e se sono possibili opere derivate, puo’ imporre l’obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo, acronimo: SA, da “Share-Alike”). Le combinazioni di queste scelte generano le sei licenze CC, disponibili anche in versione italiana.

In rete ho trovato questa immagine riassuntiva:

Va notato che le licenze CC sono non sono esclusive: se l’autore vuole accordarsi per offrire altri diritti a tutto il pubblico o anche solo a qualcuno, può farlo fin tanto che non riduca i diritti altrui (ad esempio, pur avendo pubblicato un lavoro con licenza Non Commerciale, l’autore può accordarsi con una casa editrice per farne una stampa commerciale, dando loro i diritti di utilizzare il lavoro in ambito commerciale).

Cosa c’entra Creative Commons con questo sito?
Intanto la licenza applicata al primo libro che sto traducendo, For the Win, di Cory Doctorow è una licenza Creative Commons. Inoltre, queste licenze chiariscono in maniera semplice quali diritti ciascuno ha nei confronti delle opere che sono state pubblicate con esse: ho quindi la certezza di fare qualcosa di legittimo e legale traducendo qualsiasi testo che abbia una licenza che ne permetta la modifica.
Questo mi permette di lavorare serenamente.

“Queste persone vogliono permettere determinati utilizzi del loro lavoro”

Chi usa le licenze Creative Commons?
Vi voglio indicare una pagina sul sito internazionale di Creative Commons in cui vengono presentati alcuni dei più noti utilizzatori delle loro licenze, http://creativecommons.org/who-uses-cc La pagina è in inglese, ma di facile comprensione (i simboli e i nomi sono piuttosto riconoscibili, anche non conoscendo la lingua).


Nota: non so a chi attribuire queste immagini (eccettuato il logo iniziale, preso direttamente dal sito di Creative Commons). Se ne conoscete l’autore (o se siete l’autore), vi prego di contattarmi.

 

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