16 Mattina: tempio e visita ad una collezione di bambole giapponesi

Continua il Viaggio nel Paese del Sol Levante

Seconda giornata di volontariato al campo di Asakura/Haki, dove abbiamo iniziato anche a fare un po’ di vero lavoro… Ma prima, due cose importanti: la suddivisione in tre gruppi di lavoro di tre persone, ciascun gruppo con almeno un giapponese così siamo in grado di comunicare con il resto degli abitanti del posto se necessario, considerato soprattutto che avremo molto a che fare con dei bambini.

I gruppi, con un po’ di flessibilità in più, sono gli stessi che verranno usati per suddividere le incombenze “domestiche”: cucinare, pulire le camere, lavare i piatti (la giacca gialla nella foto è quella “in dotazione” dei volontari).

Dopo una riunione bilingue per fare il punto della situazione e chiarirci il perché siamo lì e il cosa ciascuno di noi può fare, abbiamo avuto un po’ di tempo per una rapida visita a ad uno splendido tempio situato su una delle colline che circondano la città e ad una collezione privata nella città di Ukiha, che si estende dall’altra parte del fiume Chikugogawa (o Chikugo se si vuole evitare di essere ridondanti ripetendo due volte in concetto di “fiume”) rispetto a noi.

Entrare per la prima volta in un santuario giapponese è una strana esperienza… Si tratta di una religiosità estremamente diversa da quella occidentale, ma allo stesso tempo estremamente comprensibile.
Prima di entrare c’è una polla di acqua limpida. Si prende un po’ di acqua e ce la si versa sulle mani per lavarle prima di entrare, in una sorta di simbolica purificazione. Superata la soglia, dopo la purificazione, era allestito un piccolo negozietto di simboli e portafortuna, dal quale si potevano anche ottenere una candela ed un bastoncino d’incenso (credo facendo un’offerta simbolica, ma eravamo in gruppo ed ha provveduto qualcun altro).

Acceso il bastoncino di incenso con la candela lo si infila in una sabbia soffice e si prosegue verso il gong, l’altissima strada centrale (di cui metterò una foto al mio ritorno in Italia, devo ripulire una di quelle che ho scattato), ed il camminamento che la circonda. Al lato del camminamento sono esposte, protette da delle strutture di legno, statue di spiriti o divinità legati allo zodiaco cinese (o meglio, giapponese, che mi pare dovrebbe essere essenzialmente uguale a quello cinese). Le statue non sono sempre le stesse, ma vengono periodicamente esposte diverse statue. Il tutto è nella forma di un giardino, di cui solo poche parti sono coperte.

Mentre eravamo lì sono arrivate alcune signore anziane a porgere i loro omaggi agli dei, facendo risuonare con forza la cassetta metallica in cui vengono posti gli oboli per ciascun dio e fermandosi ogni volta un istante con le mani giunte. Mi è stato detto che non dovrebbe essere un problema fotografarle, ma mi sarebbe sembrato poco rispettoso farlo: anche se loro non la avessero percepita come una mancanza di rispetto, basta che la percepisca io come tale perché lo sia. Visitare luoghi sacri, per qualsiasi religione lo siano, presenta facilmente questi problemi. Forse, almeno questa prima volta, sarei dovuta andare del tutto senza macchina fotografica, concentrandomi solo sul momento presente.

Ma la macchina fotografica l’avevo e le foto le ho fatte, non avrebbe senso ora non condividerle con voi. Finito il percorso intorno alla statua centrale, si arriva da una grossa campana (diversa dal gong che si suona prima di iniziare il percorso), e si suona anche quella. Questa è una di noi volontari che lo suona:

Ci sono alcuni altri dettagli del posto che meritavano foto, ma che posso commentare poco o nulla:

Dopo una rapida visita alla terrazza panoramica accanto al tempio, che deve essere una splendida vista quando non piove, siamo ripartiti. Una piccola nota: nella terrazza panoramica vi era uno degli intramontabili distributori di bevande che si trovano letteralmente ad ogni angolo in Giappone e, cosa decisamente più strana per noi occidentali, ben due macchinette per il gioco d’azzardo.

Collezione privata di bambole antiche ad Ukiha

La collezione si trova al secondo piano di un negozio di… non sono certa esattamente di cosa. C’erano ceramiche, perline, piatti di vetro, ma anche una altra grande quantità di cose. Per salire alla collezione bisogna, ovviamente, togliersi le scarpe, come anche per visitare buona parte del primo piano: comprare qualcosa senza togliersi le scarpe è possibile, ma si perderebbero le cose più importanti del posto.

Le bambole sono splendide e ricche di dettagli. Ho scattato molte foto, ma non posso caricarle tutte da qui. Un’altra cosa da fare quando torno in Italia: creare una galleria di immagini apposta per loro. Ve ne lascio comunque qualcuna:

Se siete incuriositi da cosa è successo nel pomeriggio, anche se ho dovuto dividere i post l’ho già scritto:

16 Pomeriggio: pranzo, lavoro e cena

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